Giorgetto’s Blog

In cerca di equilibrio

Massage?

Filed under: Viaggi e Miraggi — giorgetto at 12:41 am on Wednesday, July 4, 2007

Di questa passione dei massaggi non riesco a farmene una ragione.  Prima di partire per il lungo viaggio, non ci avevo mai pensato e mai mi sarebbe venuto in mente di spendere qualche euro per farmi pacioccare o torcere la schiena ed i piedi. A dire il vero non mi ricordo nemmeno se l’idea di iscriverci ad un corso di massaggi sia venuta a me o a Michele, probabilmente, vista dall’Australia, l’idea di spostarsi nel nord della Thailandia, dove iniza il mitico triangolo d’oro, per imparare qualcosa di totalmente nuovo e diverso da quello che si conosceva, sembrava una cosa esaltante, o almeno abbastanza figo da raccontare in giro. Forse ancora piu’ assurda e’ stata l’idea di tornare e di perfezionare le tecniche studiate 2 mesi fa.

Nella scelta ha pesato il fatto che Ching Mai e’ proprio un bel posto. Qui non ci sono molte attrazioni per turisti e la maggior parte degli stranieri che passano di qui, sono viaggiatori diretti da in Burma, Laos o Cina, oppure sono persone che sono venute apposta per migliorarsi o imparare qulche cosa. Si perche’ Ching Mai, si e’ specializzata in corsi, ci sono corsi di cucina thailandese, thai box, thai chi, yoga, meditazione ma anche corsi di inglese (frequentati sopratutto da americani che vengono qui a prendere il Toefl prima di andare ad insegnare in Corea) e di informatica. Tutta gente quindi che si fema qulche tempo e che cerca di integrarsi nel tessuto urbano della citta’. O almeno del centro storico, che e’ un bellissimo quartiere circondato da mura ed un piccolo fiume, come una bella citta’ mediovale, con  molte vie strette e templi al posto dei castelli. Ching Mai e’ uno di quei posti dove alla sera esci da solo e sei sicuro che potrai trovare o conoscere qualche persona interessante. E’ qui che io e Michele conoscemmo Sofie.

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Ma tornando ai massaggi,  forse non tutti sanno che cosa sia  l’antico massaggio tradizionale thailandese: si tratta di un tipo di massaggio inventato dal Doctor Shivago

 

un Guru vissuto al tempo del Budda e che dall’India si e’ spostato lel Siam (nord thailandia) . Questo tipo di massaggio prende spunto dalle linee di energia dell’Aryurveda indiano, e dei punti energetici della medicina cinese aggiungendo qualche pratica joga e thai chi. In parole povere, si tratta di un massaggio abbastanza dinamico e basato sullo streching dei muscoli. Una specie di joga per gente pigra.

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Almeno, questo e’ quello che ci hanno insegnato alla Scuola Internazionale di massaggi , un bel posto dove gente da tutto il modo viene ad imparare quest’antica arte.

Per me non e’ stato semplice, si e’ trattato di tornare a scuola, prendere appunti, fare attenzione, fare domande, studiare per il girno dopo e fare pratica.  Il tutto in inglese, spesso con termini mai sentiti (come di dice avambraccio in inglese? e scapola? e tendine?) . In generale, io odio queste cose, sono un autodidatta, che fa sempre casini quando prende appunti e si ricorda poco fino a quando non prova direttamente. Ma qui era diverso, la curiosita’ era molta e la pratica divertente.

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Si perche’ alla fine si tratta di circa 120 pose e sequenze di movimenti, non troppe da ricordare, si tratta piu’ che tutto di fare pratica, prendere sicurezza ed equilibrio e riuscire a dosare la pressione a seconda del tipo di corpo che si massaggia.

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Non so a cosa mi servira’ aver imparato queste cose, difficile che diventero’ massaggiatore professionista, ma e’ stato bello, e’ stato bello ed utile imparare qualcosa di completamente nuovo e diverso da quello che si conosce. Ovvio per i lettori di questo fortunato blog massaggio gratis per tutti!

Bangkok

Filed under: Thailandia, Asia, Foto — giorgetto at 1:50 pm on Sunday, July 1, 2007

E’ la terza volta che atterro nel più moderno e grazioso aereoporto del mondo, finito da soli sei mesi, tutto nuovo, bianco, immenso e luccicante, arrivare qui e fare la coda per la dogana non è quasi noioso, statue, fiori, hostess (le migliori da queste parti sembrano essere quelle della Singapore Airlines) fanno diventare l’attesa una specie di visita guidata.

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Una volta rititati i bagagli, trovato nella hall qualcuno che va verso Kao San Road per dividere le spese del taxy, arriva il momento. Ti si aprono le porte a vetro, una vampata ti investe e finalmente ti svegli e ti rendi conto di essere effettivamente atterrato. Atterranto in Asia! Caldo soffocante, rumore, odori, puzze, gente, auto e insetti, la prima volta è stato un trauma, la seconda anche, la terza, pure. Solo qualche mese fa, qualcuno ha inserito Bangkok nella lista delle città più belle del mondo. Sicuramente è un pazzo, oppure non ci è mai stato. Bangkok è una merda di città.

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Forse aveva un suo fascino ad inizio del secolo, quando era la Venezia d’Oriente, con i canali ed i templi, le case di legno sull’acqua e i mercati sulle barche. Ora come tutte le grandi città dell’Asia è diventata un inferno, i canali sono stati interrati e tutto si è trasformato in strade, traffico, orribili grattacieli che spuntano senza logica in mezzo alle baracche, sontuosi hotel al posto di monasteri, immensi fastosi grandi magazzini di abiti taroccati, tuc tuc acchiappaturisti e smog. Svegliarsi presto al mattino e girare a piedi per le vie più piccole, questo è l’unico modo di godere di questa città.

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Come tutti i paesi caldi, la vita si svolge sulla strada, sulla strada si cucina, sulla strada si mangia, sul marciapiede i ragazzi fanno i computi e giocano, su un’amaca, dietro alla vetrina o sul sedile posteriore del tutu tuc la gente dorme, in un angolo la mamma lava i i banbini e da mangiare a cani gatti e galline.

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E’ tutto è un grande commercio,c’è sempre un viavai di gente che vende, che fa affari che contratta che si arrabbatta o che dorme, a qualsiasi ora del giorno o della notte.Presto ti accorgi di come in realtà sia tutto abbastanza pulito,forse molto disordinato, ma non sporco, e le puzze, il più delle volte sono profumi di spezie e di piatti a base di carne o pesce.

P1020649.JPGE poi ci sono un sacco di cose strane e mai viste, frutti esotici e polmpelmi grandi come palloni da calcio, templietti con le offerte agli spiriti della casa (oltre alla frutta fresca, gli spiriti sembrano prediligere l’aranciata Fanta o una bibita alla mela verde e magari un goccetto di grappa locale),case che non si capisce come facciano a stare in piedi, lucertole colorate e gechi albini, negozi di cose trane, tipo i nidi di rondine, palestre di kick koxing o thai chi all’aperto, thailandesi in uniforme (qui quasi tutti hanno una qualche uniforme, sempre pulita e stirata)

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e poi la mia passione, i mercati, immensi mercati di frutta e verdura, carne e pesce, ma anche fiori e vestiti.

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Più della metà del tempo che sono stato a Bangkok l’ho passato a curiosare e fotografare. Questa è la vera Bangkok,nel suo profondo, una città con qualche problemai ma piena di fascino, simile a tutto il resto della Thailandia.

Vietnam for free

Filed under: Thailandia, Asia, Foto — giorgetto at 11:49 pm on Friday, June 29, 2007

Quando con un pò di fretta ho preso la decisione di tornare in Australia, ho dovuto comprare un nuovo biglietto Bangkok-Melbourne e ritorno.
Da queste parti non si usa la prenotazione su internet, ho fatto il giro di tutte le agenzie di Ching Mai per trovare una buona occasione. Fortunatamente, fine giugno, nel sud est asiatico è ancora tempo di monsoni ed è quindi bassa stagione, sfortunatamente, in un solo posto al mondo è tempo di vacanze invernali, quindi tutti i voli sono abbastanza economici a parte quelli che provengono dall’Australia.
Per trovare un buon prezzo si devono fare un pò di trinagolazioni, la migliore è  Bangkok-Manila-Melbourne, ma anche prenotando con tre mesi d’anticipo è sempre tutto pieno. La seconda possibilità è uno sfigato volo della Vietnam Airlines, che da Bangkok vola su Ho chi Ming City,e poi dopo 11 ore di interminabile attesa in uno degli aereoporti più brutti,scomodi e anonimi del mondo, vola su Sidney o Melbourne.

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Sono arrivato a Melbourne distrutto, ma felice, per me iniziava una nuova avventura, questa volta del tutto da solo e iniziava giusto con una settimana di Confest.
Il volo di ritorno, il Melbourne-Ho Chi MIN City-Bangkok sembrava ancora più noioso dell’andata, partenza da Melbourne alle 10 del mattino, arrivo a Ho Chi Min City alle 16 (sono 11 ore di viaggio ma con il fuso si torna un pò indietro nel tempo), partenza per Bangkok il giorno successivo alle 10.30. Nessuno ha saputo dirmi che avrei fatto dalle quattro del pomeriggio alle 10 del giorno sucessivo, nel migliore dei casi avrei avuto un visto temporaneo per lasciare l’areoporto.

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Sono arrivato a Ho Chi Ming City con 20 minuti di anticipo, la mia idea era di fiondarmi a visitare il famoso Museo della guerra, peccato che il governo vietnamita era di un altra idea.
Come nella miglior tradizione comunista a me ad altri 5 poveri sfigati che da Melbourne volavamo a Bangkok + altri 9 che nella notte volavano a Parigi ci è stato preparato un bel paccheto turistico che comprendeva, due ore emmezza di attesa per il visto collettivo e temporaneo, visita della città in pullman gran turismo con aria condizionata refrigerante, cena bevande escluse in ristorante tipico e pernottamento in hotel 3 stelle.

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Oltre all’incazzatura per non poter fare quel che volevo, la cena e l’albergo non erano male, anzi se devo dire la verità è stato il più bell’albergo in cui sono stato in questi 9 mesi, pulito, con bagno in camera, televisione, frigobar, asciugamani e tutte quelle cose che non ho mai visto in giro per ostelli e guest house. Sono anche riuscito a svegliarmi decisamente presto (5 del mattino, ma solo grazie al fuso) ed a scappare per qualche ora e godermi la città che si sveglia,il mercato che si anima ed il traffico che iniza a congestionare tutto.

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Ecco, diciamo che non ho avuto tempo per farmi un idea del Vietnam, una cosa mi è sembrata incredibile: il traffico, pensavo che Bangkok fosse incasinata, ma non è niente all’inferno di motorini, macchine, cammion, pedalò, pullman, biciclette che a tutte le ore del giorno e della notte intasano questa città.

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Più di questo, del vietnam non posso dire. ma questa è Asia, zona viva del mondo. Mi aspettano due settimane in questo caos. L’avventura iniza ora.

Cestino, pentola e valigia

Filed under: Viaggi e Miraggi — giorgetto at 11:21 pm on Friday, June 29, 2007

Sono all’areoporto di Melbourne, tra 2 ore partirà il mio aereo per Ho chi min City, essendo Scout, prima di finire sta avvantura mi rimane una cosa sola da fare. cestino, pentola e valgia, ovvero, un pò di appunto presi ancora a caldo per una futura verifica.

Cestino (cose che possono tranquillamente restare qui)

  • I pub stile inglese, quindi, praticamente tutti.
  • Ripetere in continuazione “thats cool!”
  • le gonne colorate sopra i fousò neri che arrivano fino alle caviglie.
  • I party, sempre troppo lunghi
  • I piatti lavati e mai risciacquati
  • Le case senza riscaldamento
  • I cassieri del supermercato che mi chiedono come sto. Tutte le volte.
  • Gli australiani tirapacchi.
  • Le case senza tavoli e sedie, solo poltrone e divani.
  • Le abbreviazioni sul cellulare. Che non si cpsn
  • Il caschetto, la pettorina, le luci anteriori e posteriori per le bici.
  • La mochette nelle case che qui non ha proprio senso.
  • I trasporti pubblici di Sydney che sono i peggiori del mondo
  • Gli australiani quando imitano l’accento italiano
  • Il dito nella pressa
  • I backpapers, e tutto il business che ne hanno fatto da queste parti

Valigia (idee e cose che ho vissuto che mi porto via)

  • La vita semplice
  • Le macchine vecchie
  • I negozi di seconda mano
  • La colazione con latte di riso, cereali,frutta secca e semi di sesamo tostati
  • Pane libanese spalmato di avvocato sale e limone. (+ miso per esagerare)
  • Sprauts di alfa alfa
  • Yoga
  • L’albero di limoni
  • Dormire sull’amaca
  • La finestra sopra il lavandino in cucina
  • Il camino
  • I calzettoni di lana
  • Spostarsi in bicicletta
  • Il The alla liquirizia con semi di finocchio e menta
  • La Zuppa di zucca
  • Correre al parco
  • Il cuccuberru e tutti gli altri uccelli colorati
  • Viaggiare con Miriam
  • I cani che giocano nel torrente
  • Le partite di calcetto
  • Il confest, tutto quanto
  • Guidare a destra su strade dritte
  • Gli alberi secolari
  • Fare foto
  • Dimenticarsi di avere il cellulare
  • Il tostapane col topo
  • Cereas (envriolment park)
  • Latte di cocco
  • Meditare con i monaci
  • Le cene a Lentins for enithings
  • Fare pizze, cucinare thai ed indiano
  • Gli italo-australiani, italiani veri, gente di una volta che da noi non esiste più

Pentola (Idee sparse per il futuro senza nessuna pretesa di realizzarle)

  • Mangiare sano e semplice: ho mangiato la migliore cucina del mondo per 30anni, provare a mangiare la più sana per i prossimi 30.
  • Yoga: trovare un posto decente in torino, leggere e capire qualcosa di più della teoria
  • Meditazione: provarci, la porta per innalzarsi è lì.
  • Mettere in strada la vespa
  • Lavoro: diventare il migliore, lavorare sodo, non perdere tempo, lavorare con l’obiettivo di fare altro.
  • Imparare a fare foto
  • Comprare un giradischi e collezionare dischi
  • Guardare film e leggere libri in inglese
  • Perdere altri 15kg,andare a correre e mettere su muscoli
  • Volersi bene, amare gli altri
  • Non perdere tempo con giornali e telegiornale e’ tempo perso.
  • Fare pratica con i massaggi
  • Progettare ma non troppo il prossimo viaggio (dall’Italia alla Cina in vespa? oppure il Sud America?)
  • Imparare a restaurare i mobili.

Australia - ultime settimane

Filed under: Viaggi e Miraggi — giorgetto at 11:12 pm on Friday, June 29, 2007

Australia - ultime settimane. Questo è un post con poca poesia, scritto in ritardo solo per dovere cronaca.
Fa freddo, fa molto molto freddo.
Tira un vento gelido e secco dal mare che congela le ossa.
Ad Alba, d’inverno fa sicuramente più freddo, il problema qui, è che le case sono fatte male, non hanno il riscaldamento e non sono isolate.
Ma forse un immagine vale più di mille parole. Ore 8.30 della mattina Medolody, prepara la borsa dell’acqua calda,giusto per scaldarsi un pò durante la colazione.
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Detto questo, le ultime settimane sono state anche interessanti, sono stato a Sydney, praticamente sono stato adottato dalla famiglia di Miriam.
Mum mi ha portato in giro per gallerie d’arte e negozi di seconda mano, con Max sono andato a pescare sugli scogli,

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con sua moglie ho imparato le basi della cucina indiana,

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con Miriam e Moris ho partecipato ad un workshop di danze africane. (ecco, le danze africane non sono proprio il mio forte..)

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E poi ho parlato, ma sopratutto ascoltato molto. Non so perchè, ma un pò tutti mi hanno chiesto consigli e confidato qualche loro problema. Chissà cosa possono essere servite le mie risposre, sempre troppo positive.
Tornato a Melbourne ho organizzato la partenza, se devo dire la verità, non vedevo l’ora di andarmene da sta Australia, il mio tempo qui è finito da un pezzo, tempo di impacchettare tutto, salutare gli amici fidati, salutare tutti gli altri, e via! Libero! Pronto per nuove avventure!.

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Grazie Australia, grazie a te ho conosciuto nuovi modi di vivere,grazie di avermi cambiato la vita, grazie nuovo mondo, ora sono pronto per tornare a quello vecchio.

Monaci

Filed under: Thailandia, Asia, Melbourne, Foto, Viaggi e Miraggi — giorgetto at 5:06 pm on Sunday, May 27, 2007

I Monaci, come i Frati Francescani mi sono sempre stati simpatici, il fatto che leghino la propria vita alla provvidenza e non si curino degli aspetti mondani della vita li rende più veri, credibili e decisamente degni di stima. Uno degli aspetti che più mi hanno incuriosito nel mio viaggio in Thailandia e Laos è stato visitare i monasteri buddisti ed induisti, in realtà, capivo poco della spiritualità del posto,un pò come i giapponesi in visita alle nostre chiese, mi fermavo a vedere questi grandi monasteri di legno, i dipinti scoloriti, i buddha d’oro o le strane espressioni di Shiva, ovvio con molta più soggezione e discrezione rispetto ai giapponesi.

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E poi i Monaci Buddisti che da queste parti si vedevano un pò dappertutto, con questa tonaca arancione, la testa rasata e la semplicità della loro vita fuori dal tempo, erano un costante ricordare alla gente e forse a me in particolare i reali valori della vita.P1030592__Custom_.JPG

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E quindi la settimana scorsa quando ho saputo che sarebbero passati per una settimana di meditazione e conferenze un gruppo di monaci del Tibet, sono stato molto felice di passare un pò di tempo a CARNI (un nuovo strano locale che hanno aperto vicino casa, una sorta di Budda bar, ma autentico). Non so perchè ma io mi apettavo un plotone di monaci ed incece erano sei, uno anziano e cinque con un età indefinita tra i 20 ed i 40 anni, tutti con l’aria molto seria, ma pronti a sorridere ai pochi bambini presenti in questa bella sala.

Non sono stato a seguire troppo i discorsi,i monaci parlavano in tibetano (almeno penso) e di quello che veniva tradotto in inglese, io capivo poco. Il mio interesse è stata la meditazione del mattino: i monaci arrivavano, si sedevano su cuscini, si rimboccavano un poco la tonaca dietro la schiena ed inizavano a…cantare, o non so come definire meglio questi rumori molto profondi che producevano con la bocca.

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Io stavo lì davanti seduto con le gambe incrociate, o a volte del mezzo loto, per un pò li guardavo, poi chiudevo gli occhi e provavo a pensare, anzi a non pensare e ogni tanto, in quella bella ed accogliente sala, con questi sei monaci che creavano un rumore che riempiva la testa, ecco, forse per qualche istante sono riuscito a rimanere concetrato, e forse ho anche meditato un pò.

Sushi!

Filed under: Melbourne, Viaggi e Miraggi — giorgetto at 7:33 pm on Thursday, May 17, 2007

Il piatto è di porcellana bianco
il riso è sporco di salsa di soia
il salmone è rosa e sembra disegnato dalle onde del mare
il coltello affilato come un bisturi affonda
niente gli oppone resistenza
tante fettine si rovesciano nel piatto.
sushi
Il sushi sono io, il coltello è kerry.

Sydney!

Filed under: Sydney, Melbourne, Foto, Viaggi e Miraggi — giorgetto at 3:19 pm on Friday, May 11, 2007

Sono a casa di Bernardet, Mirian sta cantando una pezzo di Gaitano Veloso, Lanch l’accompagna con il violoncello e bernardet con il violino. Stanno provando per il concerto di Sabato. E’ una serata calma, fuori tira un bel vento che proviene dal mare e puzza di oceano, tra poco probabilmente pioverà.

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Sono a Sidney e tutto va bene.

Miriam cercava qualcuno che le facesse compagnia da Melbourne a qui, io non avevo un gran che da fare e quindi non mi sono lasciato perdere l’occasione. Questo succedeva dieci giorni fa, ho preparato lo zaino in un minuto, sono salito sulla sua macchina con una luna un po’ storta e via, siamo partiti. Mi ci e’ voluta qualche ora, o forse qualche giorno per rendermi conto che questo non era solo un viaggio, ma l’inizio di una nuova avventura.

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Per percorrere gli 850km tra Melbourne e Sidney ci abbiamo messo 3 giorni, ci siamo fermati spesso,a bere Latte (ovvero, una specie di cappuccino con il latte di soia) passeggiare nel parco naturale, per comprare dischi,abbiamo piantato la tenda sul ciglio della strada quando eravamo stanchi e scroccato un pranzo dal vecchio insegnante di chitarra e la sua giovane compagna.

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Ho incontrato Miriam a casa Thaci circa sei mesi fa, lei era di passaggio e teneva qualche concerto in città, forse abbiamo anche scambiato due parole, ma non mi ricordo. Dopo qualche tempo e’ tornata e questa volta per un po’ più di tempo. Anche lei non si e’ mai persa una lezione di joga e spesso durante la cena abbiamo scambiato qualche parola, (come conferma questa foto ) ma sinceramente come capita spesso, avevo capito solo vagamente qualcosa di lei.

Tre giorni in una macchina, con solo un wolkman con le casse che gracchiano, sono più che sufficienti per conoscere una persona.

Miriam ha 29 anni e una voce stupenda , negli ultimi 10 non e’ stata molto in AU, ha girato il mondo, e’ stata in Europa, in India in Africa ed in Sud America, un giorno e si e’ innamorata di Moris, un bel ragazzone della Guinea (vicino al Burchina Faso), si sono sposati e sono tornati in Australia. Nel tempo libero tra un concerto ed un viaggio, insegna inglese nelle scuole private.

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Da più di una settimana mi sono comodamente stazionato nel salotto della casa della mamma. Non ho mai conosciuto una famiglia più multiculturale di questa. Venerdì a cena, oltre a Miriam e Moris e la sorella di Miriam (una 14enne molto simile a Britney Spears), c’erano la sorella della mamma con il marito delle isole Figi ed il fratello che ha sposato una ragazza indiana. Mi sono offerto di cucinare qualcosa e trovare qualcosa che andasse bene a tutte le religioni che si incrociano in questa famiglia non e’ stato facile. Alla fine ho cucinato due teglie di parmigiana. La casa e’ un po’ un casino, anzi regna un caos indescrivibile e molto australiano. Ovvio, io mi ci trovo bene.

Cinque mesi fa ero scappato da Sydney, troppo grande e troppo poco ospitale per i miei gusti, ora mi trovo a vivere a Bondi, una delle spiagge piu’ belle del mondo, a cinque minuti dal mare e lontano anni luce dal caos del centro della citta’.

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Se a Melbourne erano tutti Hippie, qui sono tutti artisti. Miriam canta, Moris balla e suona, la mamma alterna la professione medica a quella di pittrice, passione che ha passato a Max, il figlio più grande , che vive a due passi di qui e che fa proprio il pittore di professione. In una settimana ho anche conosciuto ballerine molto belle , attrici con un gran senso dell’umorismo (ma che francamente io non capisco anche se accenno sempre un bel sorriso), scultori indiani e pittrici. Per darmi un tono, io ormai mi spaccio per attore quasiprofessionista… e comunque tutti dicono che faccio delle belle fotografie.

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E’ stato un po’ come entrare in un reality show, questa settimana sono stato parte integrante della famiglia, ho accompagnato Miriam a prove e concerti e dormito nella band room, insegnato a cucinare frittate e pasta alla mamma (che chiamo familiarmente mum..), fatto meditazione con i piedi immersi nella bacinella di acqua nella cucina a casa del fratello, insegnato ad usare Excel e costruire il sito di Max, sono andato per negozi e per gallerie d’arte con mum, a joga vicino alla spiaggia, a nuotare al mattino presto,e tante altri piccole cose che mi hanno riempito all’inverosimile questi giorni. Questa e’ una famiglia un piu’ piu’strana delle altre, ma non per come vivono nel disordine piu’ assoluto, o perche’ ci sia un intreccio incredibile di culture e tradizioni, ma per come riescono a farti sentire uno della famiglia. Certa gente ha il cuore piu’ aperto degli altri, il resto importa poco.

Mi sono anche sforzato di ricordare almeno i nomi di tutte le persone che sono passate di qui o che mi sono state presentate, ma come al solito non ci sono riuscito.

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Tra poco prenderò un bel autobus notturno e tornerò a Melbourne, ma ho come l’impressione che qui ci tornerò presto.

Nuova casa

Filed under: Melbourne, Foto, Viaggi e Miraggi — giorgetto at 5:08 pm on Tuesday, April 24, 2007

Per ora ho bivaccato su un letto nel soggiorno di casa di Thaci perché prima ancora di trovare un lavoro, il vero problema è trovare casa. Melbourne è una città universitaria e non so il perché ma è anche la meta preferita da chi si muove da posti tipo Darwin (in questi mesi ho conosciuto solo gente che si è trasferita da Darwin). Fortunatamente ci sono sempre centinaia di annunci… sfortunatamente ci sono migliaia di persone che cercano casa. Quindi, di solito, selezioni qualche decina di annunci a caso, magari in suburb di cui hai già almeno sentito il nome, provi a chiamare e, normalmente sono già felicemente occupate. Occasionalmente, qualcosa di libero rimane e quindi fissi un appuntamento e, se riesci a capire bene l’indirizzo, sei già a buon punto. E’ meglio partire per tempo, anche 2 ore prima, non si sa mai: qui la gente manca un po’ di fantasia e quindi le strade hanno sempre lo stesso nome. Poi arriva il momento più importante: l’intervista! Esattamente come per ottenere un lavoro, per avere una cameretta in una casa di sconosciuti bisogna superare un terribile interrogatorio. Di solito ci sono tutti i mate che, con grandi sorrisi sulle labbra, ti chiedono di tutto, ma sopratutto cazzate, del tipo: “come mai cerchi casa? che cosa mangi a colazione? hai tanti amici? ti piace lavare i piatti? cosa ne pensi dei gatti?” (in Au odiano i gatti!!) e poi per ultimo…”per quanti mesi ti fermi?”.

La prima volta che ho subito questo terzo grado ero un povero sperdutello in Sidney con ancora problemi di fuso orario e che capiva una parola su 10 di Australiano (in definitiva l’australiano non è inglese!). Ora, dopo 6 mesi, mi sono fatto un po’ le ossa, mi sono costruito qualche buona avventura da raccontare (quella del pizzaiolo con il dito nella pressa fa molto figo!) e quindi riesco a trascorrere questa simpatica oretta quasi in allegria. Di solito, dopo qualche giorno arriva un cordiale sms che ti avverte che non hai superato la selezione e la tua camera è andata a qualche altro genio.

Questa volta è stato più semplice: ho trovato un coloratissimo annuncio al Confest (edizione pasquale), ho bevuto un çay con una bella ragazza di nome Melody e dopo qualche giorno mi è arrivato un cordiale sms che mi avvertiva che avevo conquistato la mia nuova cameretta!

Ed ora sono qui, in una camera completamente vuota, in una casa completamente piena di quadri, candele, luci, stelle, camini, moquette, un bel giardino, due simpatiche coinquiline ed un gatto.
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Ovvio, è una casa un po’ hippie. Melody è una ragazza sempre sorridente che stranamente capisce le mie battute, è un artista, canta divinamente, insegna balletto classico e nei weekend fa la fatina alle feste di compleanno dei bambini. Annie è una ragazza come quelle che non se ne vedono più, studia letteratura e le piace farsi i vestiti, è sempre cordiale e quando ha tempo mi insegna qualche nuova espressione tipo… “Today I dally-dilly all day long!” (ovvero oggi cazzeggio tutto il giorno…).

Seeya mate!

16 aprile 1946

Filed under: Melbourne, Viaggi e Miraggi — giorgetto at 7:40 pm on Monday, April 16, 2007

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