Confest non t’immagini
Sono partito solo e senza troppe speranze, non avevo niente di meglio da fare e nessuno da incontrare.
Forse è per questo che è stata una sorpresa, una sorpresa così grossa ed inaspettata che mi viene anche difficile da descrivere
Forse è nella faccia stupita e sbigottita di Cella o quella emozionata e soddisfratta di Michele che mi hanno accolto a casa al mio ritorno
Forse hanno visto nei miei occhi che qualcosa era cambiato
Forse hanno solo notato che sembravo un hippie, non lo so,sono due giorni che sono piuttosto confuso, e non sarà facile parlare di quest’esperienza.
Era tante cose,
Era tante cose e tanti posti dove ero già stato e dove ero stato bene
senzazioni che già avevo vissuto e che mi hanno accompagnato in questi primi 30anni.
La vita semplice ed avventurosa di un campo scout
Taizè e le sue persone speciali che ci potevi trovare
fottutamente difficile da tradurre, come uno scambio internazionale in Slovacchia.
avventuroso ed impossibile come trovare il Fari e Balle in Francia
pensierosa e romantica come una notte stellata di Route in montagna,
parole archiviate e dimenticate da qualche parte
pensieri, dubbi, paure ed emozioni che da troppo tempo tuonavano nella testa.
E poi era tutto nuovo,
la vita nel bush con i suoi suoni, gli animali, gli alberi e l’acqua del fiume
la cucina comunitaria che porcamiseria funziona!
lo stupore al workshop di ipnosi creativa
la viva curiosità a quelli di Tantra e Pranayama
la voglia e la difficoltà di esprimersi a quello di ecologia moderna
il disgusto per lo sfruttamento degli animali
il puro divertimento al workshop di Coro spontaneo
l’impegno e pazienza di usare il corpo come “cassa armonica”
lo yoga del mattino presto
il carnevale, irriverente, animale e liberatorio
le inquadrature di nudo fotografico
la strana naturalezza di sguazzare nel mud
imparare a fare i massaggi e vedere che effetto fanno
trovare una scusa per buttarsi nel fiume
provare ad usare qualche slang australiano
le domande della vita, tutte quante
pitturare il corpo
viaggiare nel deserto e fondere il motore
resistere nella sauna e l’hot tube per poter guardare ancora un pò
cantare le canzoni dei Luise Attack e dei Trio
sentire e sincronizzare il respiro con Pia e poi aprire gli occhi
bere chai
ballare sotto la luna piena.
Era il capodanno nel fiume
Era il compleanno più lungo della mia vita
Sarà un ricordo vivo
Sarà un ricordo vivo
Sarà un ricordo vivo.
Qui ci sono altre foto per vererle devi essere registrato.
Grazie ancora per chi mi ha spedito un messaggio per il compleanno, io non ne ho ricevuto nessuno, ma non per colpa vostra.

