Ed eccomi di ritorno da una decente esperienza australiana, il wwoofing!
World-Wide Opportunities on Organic Farms è uno dei modi più economici e interessanti per girare l’Australia (e da poco anche l’Italia…), quella vera, quella di campagna, non quella di una città di 4 milioni di abitanti come Melbourne. In pratica tu offri 4 -6 ore di lavoro al giorno e la fattoria ti passa vitto, alloggio ed in definitiva la possibilità di vivere una vera esperienza di contadino australiano. Si può scegliere da un libretto tra di 1500 posti sparsi per il paese di solito sono fattorie, di solito biologiche (o come si dice molto qui “organic”),molte delle quali posizionate in posti molto suggestivi o con lavori a volte interessanti, tipo curare i cuccioli abbadonati nella foresta, lavorare in una scuderia di cavalli da corsa, fare da receptionist in un ostello alternativo, molto spesso più semplici come raccogliere la legna, lavorare nei campi, ridipingere la staccionata,spargere il compost insomma quello che c’è da fare in campagna…. Ecco il fatto che si potesse scegliere tra così tante opportunità mi ha messo un pò in difficoltà , scegliere le 20 o 30 fattorie a cui inviare una mail di richiesta non è stato semplice, poi alla fine ho scelto la prima che mi ha risposto.
Giovedì scorso sono partito per la campagna ed in particolare per una fattoria vicino a Daylesford un ridente e desolato paesino di qualche centinaio di abitanti, località anche famosa per la sua fonte d’acqua minerale, ovvero qui

Alla stazione (a 30km dal paese) mi è venuto a prendere Dave un ragazzotto di 36 anni, vestito come un ragazzotto di Treiso, ma con gli occhiali da sole giallo acido. A casa mi aspettavano Joe sua moglie e la figlia Rosy di 2 anni e Winter di 6 mesi (ecco Wintwer è stata chiamata così perchè…è nata in inverno…).


La casa era un vero spettacolo, nuovissima, finita da appena 2 mesi (e tirata su in 4 mesi, magia delle case di legno..),e sopratutto non era allacciata alla luce, al riscaldamento, al telefono all’acqua ed alla rete fognaria, questo perchè era del tutto autosufficiente!La corrente elettrica veniva ricavata da alcuni pannelli solari sul tetto del garagee da un piccola turbina eolica nel giardino, l’acqua da una cisterna che raccoglieva e filtrava l’acqua piovana, , una bella stufa di legno riscaldava i termosifoni (è strano ma qui fa freddo, ed ogni tanto anche d’estate fa freddo),nel bagno era presente un compost toilet,ovvero una cosa fatta simile ad un water, ma dove non si tirava l’acqua…. comunque comodo e perfettamente funzionante.

Io dormivo in una bella stanzetta con una vista stupenda e molto romantica, ed in definitiva ho fatto tutto quello che fa questa simpatica famigliola durante le giornate estive, oltre al lavorare, mangiare un bel toast a colazione e poi anche a pranzo, cena alle 6 del pomeriggio, letto storie ai pargoli, giocato con i pargoli, cullato i pargoli e cercato di dormire anche quando i pargoli piangevano. Fortunatamente abbiamo anche girato molto per la campagna e il paese, siamo andati al mercato delle fattorie,a cena dai parenti, a giocare a bocce,( ed io dopo qualche bicchiere sono un campione) a nuotare in piscina (molta gente faceva il bagno bestita, completamete vestita, non so perchè, ma faceva abbastanza schifo..), a vedere i canguri nella foresta, oltre ad un post rave party ed ad una deliziosa gita su un treno d’epoca, ma che d’epoca non era, assomigliava molto alla littorina blu Alba-Bra, ma questo non era importante perchè il viaggio era solo una buona scusa per bere in abbondanza e strafogarsi stuzzichini.
In definitiva, mi sembrava proprio di vivere dentro il telefilm Hazard, ed in qualche caso io mi sentivo un pò Luke, qui vanno forte sulle strade non asfaltate e piano su quelle asfaltate perchè c’è la polizia, bevono molta birra,tutti si conoscono e si salutano, le ragazze sono tutte o molto strong o molto oche,non vedono di buon occhio gli estranei, una differenza con la versione americana è che molti, vanno pazzi non per la musica country ma per la trance, una specie di techno ma molto ipnotica che si associa bene con i funchetti che crescono in queste foreste.
Il lavoro invece è stato abbastanza palloso, primo perchè non era una vera fattoria, ma solo un a casa in campagna con un recinto con 25 capre (ma che non erano da latte e quindi che si facevano molto gli affari loro), nessun altro animale, manco un cane, secondo perchè ho lavorato spesso da solo ad accatastare la legna o tagliare i cespugli.
Ma la cosa che più mi ha stupito è vedere che qui, ancora più che in città la gente è persa, l’australiano in generale è perso,si vive come come in lost in translation, ma per tutta la vita, le città , i paesi e le campagne sono anonime, non ci sono monumenti, tutto è abbastanza nuovo e vecchio, ogni famiglia si inventa modi e tradizioni, ma non sa di preciso perchè lo fa. la famiglia dove sono stato sono un esempio lampante di questo modo vi vivere, sono sposati da 8 anni ,hanno viaggiato in Europa e Giappone, lei faceva l’insegnate d’asilo, lui il giocogliere e mangiafuoco sulle piazze, poi hanno deciso di stabilirsi un pò, e sono tornati a Daylesford, vita sana e naturale, però intramenzzata da festival trance, ovvio da andare con tutta la famiglia,ma leggendo i foglietti e gli appunti appesi un pò in tutta la casa sembra che abbiano intenzione di mettere la testa a posto, darsi degli obiettivi di vita, impegnarsi nel lavoro ed in famiglia, peccato che tutte consigli gli siano stati dati da una ditta americana di vendite multilivello di creme, l’ultima arrivata di una vita di infinocchiamneti all’australiana.