Nuova casa
Per ora ho bivaccato su un letto nel soggiorno di casa di Thaci perché prima ancora di trovare un lavoro, il vero problema è trovare casa. Melbourne è una città universitaria e non so il perché ma è anche la meta preferita da chi si muove da posti tipo Darwin (in questi mesi ho conosciuto solo gente che si è trasferita da Darwin). Fortunatamente ci sono sempre centinaia di annunci… sfortunatamente ci sono migliaia di persone che cercano casa. Quindi, di solito, selezioni qualche decina di annunci a caso, magari in suburb di cui hai già almeno sentito il nome, provi a chiamare e, normalmente sono già felicemente occupate. Occasionalmente, qualcosa di libero rimane e quindi fissi un appuntamento e, se riesci a capire bene l’indirizzo, sei già a buon punto. E’ meglio partire per tempo, anche 2 ore prima, non si sa mai: qui la gente manca un po’ di fantasia e quindi le strade hanno sempre lo stesso nome. Poi arriva il momento più importante: l’intervista! Esattamente come per ottenere un lavoro, per avere una cameretta in una casa di sconosciuti bisogna superare un terribile interrogatorio. Di solito ci sono tutti i mate che, con grandi sorrisi sulle labbra, ti chiedono di tutto, ma sopratutto cazzate, del tipo: “come mai cerchi casa? che cosa mangi a colazione? hai tanti amici? ti piace lavare i piatti? cosa ne pensi dei gatti?” (in Au odiano i gatti!!) e poi per ultimo…”per quanti mesi ti fermi?”.
La prima volta che ho subito questo terzo grado ero un povero sperdutello in Sidney con ancora problemi di fuso orario e che capiva una parola su 10 di Australiano (in definitiva l’australiano non è inglese!). Ora, dopo 6 mesi, mi sono fatto un po’ le ossa, mi sono costruito qualche buona avventura da raccontare (quella del pizzaiolo con il dito nella pressa fa molto figo!) e quindi riesco a trascorrere questa simpatica oretta quasi in allegria. Di solito, dopo qualche giorno arriva un cordiale sms che ti avverte che non hai superato la selezione e la tua camera è andata a qualche altro genio.
Questa volta è stato più semplice: ho trovato un coloratissimo annuncio al Confest (edizione pasquale), ho bevuto un çay con una bella ragazza di nome Melody e dopo qualche giorno mi è arrivato un cordiale sms che mi avvertiva che avevo conquistato la mia nuova cameretta!
Ed ora sono qui, in una camera completamente vuota, in una casa completamente piena di quadri, candele, luci, stelle, camini, moquette, un bel giardino, due simpatiche coinquiline ed un gatto.
Ovvio, è una casa un po’ hippie. Melody è una ragazza sempre sorridente che stranamente capisce le mie battute, è un artista, canta divinamente, insegna balletto classico e nei weekend fa la fatina alle feste di compleanno dei bambini. Annie è una ragazza come quelle che non se ne vedono più, studia letteratura e le piace farsi i vestiti, è sempre cordiale e quando ha tempo mi insegna qualche nuova espressione tipo… “Today I dally-dilly all day long!” (ovvero oggi cazzeggio tutto il giorno…).
Seeya mate!

