Giorgetto’s Blog

In cerca di equilibrio

Massage?

Filed under: Viaggi e Miraggi — giorgetto at 12:41 am on Wednesday, July 4, 2007

Di questa passione dei massaggi non riesco a farmene una ragione.  Prima di partire per il lungo viaggio, non ci avevo mai pensato e mai mi sarebbe venuto in mente di spendere qualche euro per farmi pacioccare o torcere la schiena ed i piedi. A dire il vero non mi ricordo nemmeno se l’idea di iscriverci ad un corso di massaggi sia venuta a me o a Michele, probabilmente, vista dall’Australia, l’idea di spostarsi nel nord della Thailandia, dove iniza il mitico triangolo d’oro, per imparare qualcosa di totalmente nuovo e diverso da quello che si conosceva, sembrava una cosa esaltante, o almeno abbastanza figo da raccontare in giro. Forse ancora piu’ assurda e’ stata l’idea di tornare e di perfezionare le tecniche studiate 2 mesi fa.

Nella scelta ha pesato il fatto che Ching Mai e’ proprio un bel posto. Qui non ci sono molte attrazioni per turisti e la maggior parte degli stranieri che passano di qui, sono viaggiatori diretti da in Burma, Laos o Cina, oppure sono persone che sono venute apposta per migliorarsi o imparare qulche cosa. Si perche’ Ching Mai, si e’ specializzata in corsi, ci sono corsi di cucina thailandese, thai box, thai chi, yoga, meditazione ma anche corsi di inglese (frequentati sopratutto da americani che vengono qui a prendere il Toefl prima di andare ad insegnare in Corea) e di informatica. Tutta gente quindi che si fema qulche tempo e che cerca di integrarsi nel tessuto urbano della citta’. O almeno del centro storico, che e’ un bellissimo quartiere circondato da mura ed un piccolo fiume, come una bella citta’ mediovale, con  molte vie strette e templi al posto dei castelli. Ching Mai e’ uno di quei posti dove alla sera esci da solo e sei sicuro che potrai trovare o conoscere qualche persona interessante. E’ qui che io e Michele conoscemmo Sofie.

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Ma tornando ai massaggi,  forse non tutti sanno che cosa sia  l’antico massaggio tradizionale thailandese: si tratta di un tipo di massaggio inventato dal Doctor Shivago

 

un Guru vissuto al tempo del Budda e che dall’India si e’ spostato lel Siam (nord thailandia) . Questo tipo di massaggio prende spunto dalle linee di energia dell’Aryurveda indiano, e dei punti energetici della medicina cinese aggiungendo qualche pratica joga e thai chi. In parole povere, si tratta di un massaggio abbastanza dinamico e basato sullo streching dei muscoli. Una specie di joga per gente pigra.

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Almeno, questo e’ quello che ci hanno insegnato alla Scuola Internazionale di massaggi , un bel posto dove gente da tutto il modo viene ad imparare quest’antica arte.

Per me non e’ stato semplice, si e’ trattato di tornare a scuola, prendere appunti, fare attenzione, fare domande, studiare per il girno dopo e fare pratica.  Il tutto in inglese, spesso con termini mai sentiti (come di dice avambraccio in inglese? e scapola? e tendine?) . In generale, io odio queste cose, sono un autodidatta, che fa sempre casini quando prende appunti e si ricorda poco fino a quando non prova direttamente. Ma qui era diverso, la curiosita’ era molta e la pratica divertente.

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Si perche’ alla fine si tratta di circa 120 pose e sequenze di movimenti, non troppe da ricordare, si tratta piu’ che tutto di fare pratica, prendere sicurezza ed equilibrio e riuscire a dosare la pressione a seconda del tipo di corpo che si massaggia.

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Non so a cosa mi servira’ aver imparato queste cose, difficile che diventero’ massaggiatore professionista, ma e’ stato bello, e’ stato bello ed utile imparare qualcosa di completamente nuovo e diverso da quello che si conosce. Ovvio per i lettori di questo fortunato blog massaggio gratis per tutti!

Bangkok

Filed under: Thailandia, Asia, Foto — giorgetto at 1:50 pm on Sunday, July 1, 2007

E’ la terza volta che atterro nel più moderno e grazioso aereoporto del mondo, finito da soli sei mesi, tutto nuovo, bianco, immenso e luccicante, arrivare qui e fare la coda per la dogana non è quasi noioso, statue, fiori, hostess (le migliori da queste parti sembrano essere quelle della Singapore Airlines) fanno diventare l’attesa una specie di visita guidata.

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Una volta rititati i bagagli, trovato nella hall qualcuno che va verso Kao San Road per dividere le spese del taxy, arriva il momento. Ti si aprono le porte a vetro, una vampata ti investe e finalmente ti svegli e ti rendi conto di essere effettivamente atterrato. Atterranto in Asia! Caldo soffocante, rumore, odori, puzze, gente, auto e insetti, la prima volta è stato un trauma, la seconda anche, la terza, pure. Solo qualche mese fa, qualcuno ha inserito Bangkok nella lista delle città più belle del mondo. Sicuramente è un pazzo, oppure non ci è mai stato. Bangkok è una merda di città.

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Forse aveva un suo fascino ad inizio del secolo, quando era la Venezia d’Oriente, con i canali ed i templi, le case di legno sull’acqua e i mercati sulle barche. Ora come tutte le grandi città dell’Asia è diventata un inferno, i canali sono stati interrati e tutto si è trasformato in strade, traffico, orribili grattacieli che spuntano senza logica in mezzo alle baracche, sontuosi hotel al posto di monasteri, immensi fastosi grandi magazzini di abiti taroccati, tuc tuc acchiappaturisti e smog. Svegliarsi presto al mattino e girare a piedi per le vie più piccole, questo è l’unico modo di godere di questa città.

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Come tutti i paesi caldi, la vita si svolge sulla strada, sulla strada si cucina, sulla strada si mangia, sul marciapiede i ragazzi fanno i computi e giocano, su un’amaca, dietro alla vetrina o sul sedile posteriore del tutu tuc la gente dorme, in un angolo la mamma lava i i banbini e da mangiare a cani gatti e galline.

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E’ tutto è un grande commercio,c’è sempre un viavai di gente che vende, che fa affari che contratta che si arrabbatta o che dorme, a qualsiasi ora del giorno o della notte.Presto ti accorgi di come in realtà sia tutto abbastanza pulito,forse molto disordinato, ma non sporco, e le puzze, il più delle volte sono profumi di spezie e di piatti a base di carne o pesce.

P1020649.JPGE poi ci sono un sacco di cose strane e mai viste, frutti esotici e polmpelmi grandi come palloni da calcio, templietti con le offerte agli spiriti della casa (oltre alla frutta fresca, gli spiriti sembrano prediligere l’aranciata Fanta o una bibita alla mela verde e magari un goccetto di grappa locale),case che non si capisce come facciano a stare in piedi, lucertole colorate e gechi albini, negozi di cose trane, tipo i nidi di rondine, palestre di kick koxing o thai chi all’aperto, thailandesi in uniforme (qui quasi tutti hanno una qualche uniforme, sempre pulita e stirata)

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e poi la mia passione, i mercati, immensi mercati di frutta e verdura, carne e pesce, ma anche fiori e vestiti.

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Più della metà del tempo che sono stato a Bangkok l’ho passato a curiosare e fotografare. Questa è la vera Bangkok,nel suo profondo, una città con qualche problemai ma piena di fascino, simile a tutto il resto della Thailandia.