Bangkok
E’ la terza volta che atterro nel più moderno e grazioso aereoporto del mondo, finito da soli sei mesi, tutto nuovo, bianco, immenso e luccicante, arrivare qui e fare la coda per la dogana non è quasi noioso, statue, fiori, hostess (le migliori da queste parti sembrano essere quelle della Singapore Airlines) fanno diventare l’attesa una specie di visita guidata.
Una volta rititati i bagagli, trovato nella hall qualcuno che va verso Kao San Road per dividere le spese del taxy, arriva il momento. Ti si aprono le porte a vetro, una vampata ti investe e finalmente ti svegli e ti rendi conto di essere effettivamente atterrato. Atterranto in Asia! Caldo soffocante, rumore, odori, puzze, gente, auto e insetti, la prima volta è stato un trauma, la seconda anche, la terza, pure. Solo qualche mese fa, qualcuno ha inserito Bangkok nella lista delle città più belle del mondo. Sicuramente è un pazzo, oppure non ci è mai stato. Bangkok è una merda di città.
Forse aveva un suo fascino ad inizio del secolo, quando era la Venezia d’Oriente, con i canali ed i templi, le case di legno sull’acqua e i mercati sulle barche. Ora come tutte le grandi città dell’Asia è diventata un inferno, i canali sono stati interrati e tutto si è trasformato in strade, traffico, orribili grattacieli che spuntano senza logica in mezzo alle baracche, sontuosi hotel al posto di monasteri, immensi fastosi grandi magazzini di abiti taroccati, tuc tuc acchiappaturisti e smog. Svegliarsi presto al mattino e girare a piedi per le vie più piccole, questo è l’unico modo di godere di questa città.
Come tutti i paesi caldi, la vita si svolge sulla strada, sulla strada si cucina, sulla strada si mangia, sul marciapiede i ragazzi fanno i computi e giocano, su un’amaca, dietro alla vetrina o sul sedile posteriore del tutu tuc la gente dorme, in un angolo la mamma lava i i banbini e da mangiare a cani gatti e galline.
E’ tutto è un grande commercio,c’è sempre un viavai di gente che vende, che fa affari che contratta che si arrabbatta o che dorme, a qualsiasi ora del giorno o della notte.Presto ti accorgi di come in realtà sia tutto abbastanza pulito,forse molto disordinato, ma non sporco, e le puzze, il più delle volte sono profumi di spezie e di piatti a base di carne o pesce.
E poi ci sono un sacco di cose strane e mai viste, frutti esotici e polmpelmi grandi come palloni da calcio, templietti con le offerte agli spiriti della casa (oltre alla frutta fresca, gli spiriti sembrano prediligere l’aranciata Fanta o una bibita alla mela verde e magari un goccetto di grappa locale),case che non si capisce come facciano a stare in piedi, lucertole colorate e gechi albini, negozi di cose trane, tipo i nidi di rondine, palestre di kick koxing o thai chi all’aperto, thailandesi in uniforme (qui quasi tutti hanno una qualche uniforme, sempre pulita e stirata)
e poi la mia passione, i mercati, immensi mercati di frutta e verdura, carne e pesce, ma anche fiori e vestiti.
Più della metà del tempo che sono stato a Bangkok l’ho passato a curiosare e fotografare. Questa è la vera Bangkok,nel suo profondo, una città con qualche problemai ma piena di fascino, simile a tutto il resto della Thailandia.






